Apr 152016
 

Stefanini

Matilde Stefanini Sorrentino, Martedì 26 aprile ore 11.00 presso l’aula 5A del corpo aggiunto della Facoltà di Studi Umanistici, terrà il seminario su alcuni punti salienti trattati nel suo libro “Di alcuni colori e di alcuni artisti” ed. ETS “Tra pigmenti, coloranti e trattati“.

Attraverso le opere di vari artisti, da quelli anonimi della preistoria, al romano Studius fino a Keit Haring, da Michelangelo e Veronese ai Cretti di Burri e a pittori viventi come Giovanni Campus, si dipana la storia, anche chimica (quand’è che un colore si può definire naturale?) di alcuni colori tra i più usati fin da tempi remoti. Le provenienze di determinati coloranti e pigmenti come il lapislazzulo o il blu egizio quali emergono dai trattati da Plinio e Vitruvio passando per Eraclio, Teofilo, e pittori/trattatisti come Cennino Cennini, Vasari e altri meno conosciuti, o i ricettari arrivando fino a Salvator Dalì, attestano l’enorme interesse che avevano gli artisti di procurarsi i materiali migliori per valorizzare il loro talento. E come il colore veniva percepito e usato nei diversi momenti storici e le emozioni che provocava lo si può comprendere anche dalle lettere o dai diari degli artisti: che senso ha il rosso per Boccioni o il bianco per il divisionista Morbelli o l’azzurro del cielo provenzale per Monet? Turner si sforzerà fino alla fine di creare una luminosità che si potrà raggiungere solo con i colori/luce, quelli degli strumenti elettronici in cui il giallo non è più un colore primario… Il libro pone questioni sia di interesse specifico che generale sulla storia, manipolazione, visione e percezione dell’universo colore.

Matilde Stefanini Sorrentino, storica dell’arte, ha compiuto i suoi studi presso l’Università di Pisa ove è stata cultrice della materia. Ha insegnato per molti anni nei Licei e ha collaborato e collabora con UIA Università Internazionale dell’Arte di Firenze e con la rivista Critica d’Arte. Fa parte del consiglio direttivo de Gli Amici dei Musei e Monumenti pisani. Ha pubblicato numerosi contributi su temi pertinenti alla storia degli arazzi e delle arazzerie, alla storia dei colori e a quella delle arti decorative e industriali e dell’arte contemporanea. La sua monografia Arazzi medicei a Pisa (1993), ha permesso di riscoprire un patrimonio dimenticato.

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